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claudio coppini

claudio coppini

Vorrei cominciare queste poche righe che raccontano di me, partendo dal succo di una mia lettera aperta inviata all’allora AD di Fiat, Sergio Marchionne, pubblicata da La Nazione, in risposta ha certe sue affermazioni forti rivolte a Firenze e i fiorentini e quindi partendo da lì mi sono posto il ... (continua)


Nell'albo d'oro:
Il fiorellino giallo
Cammino per strada
in compagnia dei miei pensieri
e un fiorellino giallo
che spunta ostinato
dal marciapiede
mi...  leggi...

Solo chi ama lo sa
Ci sono
ci sto dentro
ci credo
non ho paura.
Ci metto la faccia
mani, piedi.
Mantengo sempre le promesse.
Stamattina...  leggi...

Bellezza va a braccetto con tenerezza
Andare al di là
con te e Chagall
mentre qualcuno lassù
colorava la promessa di blu.
Giorni inattesi, felici
di un amore...  leggi...

Per tutte le volte
Morirò
per tutte le volte
che non ho vissuto
non ho amato
non ho detto le parole
che dovevo.
Non sono rimasto
in...  leggi...

Sassi di stelle
Apro il sacchetto
e osservo.
Piccoli sassi
scelti sulla riva
che hai voluto donarmi.
Li prendo in mano
li...  leggi...

Nel tempo che viene
Vedo occhi
senza più lampi
pupille girate,
mani
che non cercano più.
Dov’ è lo stupore
di quei giorni?
L’amore vivo e grato
che intrecciava
i corpi in danza?
Chi ha reso finito,
l’attimo infinito
tra i tuoi occhi e i miei?

Se guardo...  leggi...

claudio coppini

claudio coppini
 Le sue poesie

La prima poesia pubblicata:
 
Se cerchi l’alba prima o poi la troverai (20/11/2012)

L'ultima poesia pubblicata:
 
Balletto in blu (11/09/2020)

claudio coppini vi propone:
 Nel tempo che viene (27/11/2012)
 Sassi di stelle (04/08/2013)
 Bellezza va a braccetto con tenerezza (04/08/2016)

La poesia più letta:
 
Nel tempo che viene (27/11/2012, 3165 letture)

claudio coppini ha 6 poesie nell'Albo d'oro.

Leggi la biografia di claudio coppini!

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claudio coppini

L’abbraccio volante e psichedelico degli amanti di Chagall al tempo di facebook

Fantasia
Accolgo
senza un perché
l’invito a una domenica
particolare, in sospensione,
fuori dalle righe e dalle regole.
La mattina
l’ascolto di voci
autorevoli per l’ambiente.
Un’ ora di pausa e pranzetto,
girellando tra i banchi appetitosi
del mercatino biologico,
del fine settimana pratese.
Ritorno al teatro,
tema del pomeriggio,
testimonianze delle associazioni,
esperienze significative.
A partire dalla mia
inattesa
poetica
dermatica
con la sconosciuta
della poltroncina accanto.

Cominciamo dall’inizio,
la mattina...
Il teatro è gremito
in ogni ordine di posto.
Passi felpati
tra le file
di poltroncine rosse.
Scusi è libero
il posto di lato?
Annuisce
con la carezza
di uno sguardo,
come a dire,
dai, datti una mossa,
è da mo’ che t’aspetto.
Quasi quasi
cominciavo a dubitare
che arrivassi (pensa lei fra sé e sé)
e con un gesto pronto e delicato
prende la giacca
appoggiata
sulla seduta alla sua sinistra
tenuta per occupare il posto
e la poggia sulle gambe per fare accomodare me.
Nel passarle accanto, ci sfioriamo, vibrazione.
Mi metto comodo alla sua destra.
Sento strane emozioni in circolo,
non riesco a seguire cosa avviene laggiù,
sul palcoscenico.
Troppo preso dal piccolo palco appena allestito,
nello spazio che può essere sconfinato,
di due poltroncine rosse, comunicanti.
Prove generali di messa in scena di un’ opera prima.
Ho negli occhi il suo sorriso...
Vedo solo quello.
Non mi chiedete nulla della conferenza...
Ne’ se sono venuto a conoscenza di cose nuove,
O quale testimonianza mi ha colpito di più...
non saprei rispondere a nulla.
Mi voglio sbilanciare, non chiedete nemmeno a lei.
Immerso nel mio immaginario ravvicinato,
mi risveglia una leggera pacca sulla spalla del vicino di seduta,
la conferenza sarebbe finita da dieci minuti,
le dispiacerebbe farmi passare?
Ah, certo, mi scusi, le faccio posto, passi pure.
Usciamo, anche io e la sconosciuta
della poltroncina accanto,
Non so come, restiamo insieme,
anche nella calca della gente
Lei è lì, di lato, agganciata,
come se una tensione magnetica ci attirasse.
Camminiamo, spostandoci a cerchi concentrici,
per le vie sornione del centro,
l’aria invita a stare fuori.
Provo di nuovo la sensazione di sospensione.
Siamo insieme, eppure, senza esserlo.
Arriviamo alla piazzetta adiacente,
la Basilica dell’Annunciazione di Maria,
dove, tutte le domeniche puoi trovare
una bancarella variopinta, che vende abiti in stile vintage.
Lei, il mio lato destro, rallenta e anch’ io rallento.
Un’occhiata panoramica e accelera di nuovo,
verso l’angolo, ultimi arrivi dell’usato d’epoca,
Vedi, cartellone giallo, sotto il tendone.
“Donne, ma ché avete visto che mercanzia
va’ portato oggi, i’ vostro Giannino!
In quell’ angolo lì, e vu’ trovate, solo pezzi unici e originali!”
Vederla tutta presa, che visiona, scarta, sceglie, mi diverte troppo...
Finita l’accurata selezione, soddisfatta della ricerca,
tiene in mano, fiera, i due pezzi di un tailleur, frusciante,
viola intenso, in stile Coco Chanel.
Ora, pronta a sottoporsi alla prova camerino,
lancia un’occhiata all’ ambulante,
che le fa cenno di dove può provare il capo.
Ovvero il vano posteriore, del furgone dai cento travestimenti,
tipico, dei venditori in movimento,
Che, ogni volta, è costretto a cambiare pelle, all’ abbisogna...
Esce dal camerino sulle ruote. dopo qualche minuto,
che a me pare, un tempo infinito.
Un bel capo davvero che lei indossa con classe.
E’ di chiffon, quasi impalpabile, di colore violissimo.
Le scende a pennello, blusante sul corpo,
lasciandone immaginare un fisico, ancora avvenente.
S’intuiscono, i seni sodi, assecondati,
dalla morbidezza del tessuto.
Davanti allo specchio, si muove con gesti lenti, calcolati,
per convincersi, completamente,
dell’acquisto e del nuovo look, da tifosa della Fiorentina.
La seguo senza perdere un movimento,
rapito dal suo volteggiare gentile.
Sente nell’ aria il respiro della mia anima,
si volta, le sorridono gli occhi,
aspetta un cenno, si fida di me.
Riprende per un attimo, il suo magico provino,
rallenta di nuovo e infine, appagata,
si passa la mano tra i capelli.
E’ in quell’ attimo che rimane impressa,
l’immagine di sé nello specchio.
Sei bellissima (penso),
vorrei gridarlo, comprarti tutti i vestiti sul banco
e passare tutta una giornata a vederti ridere nell’ indossarli.
Non resisto, ho bisogno di cogliere
questo fotogramma di felicità prima che fugga via
Un CLIC, istantaneo del telefonino,
abbraccia tutta la scena e arriva da lei.

Ho deciso, prendo il viola!
E’ il suo! Ha fatto un bell’ acquisto, signora!
Risponde con timbro da baritono, Giannino.
Pago col Bancomat, va bene? Certo.
Intanto il sole scollina dietro i tetti,
la luce del tramonto allunga i suoi fili,
un regolo d’aria fresca mi riporta sulla Terra.
Mi sposto, un po’ più in là.
Sento la voce di lei che mi cerca.
Scusi, ma non se ne andrà mica prima
che le lasci il numero di cellulare?
Come pensa di inviarmi la foto?
E’ vero, ha ragione, che sbadato ...
Mi dia ancora un minuto, sistemo il telefonino
così inserisco il numero nella rubrica e non lo perdo.
Ok, tutto pronto, ora mi detti pure il numero.
Allora, digiti... 339 899 12 53... Ci siamo riusciti?!
Sù, ricontrolli bene, ché con questi balocchi tecnologici non si sa mai...
Sa, ci tengo davvero, a quel suo scatto d’istinto, ... così informale.
Annuisco con un cenno del capo, che ci sono riuscito
a salvare il numero nella rubrica.
Per ora, le do solo il numero, tanto le basta, vero?...
Si, va bene, è sufficiente il numero, per ora...
S’è fatto tardi, è arrivato il tempo dei saluti.
Arrivederci, io vado di qua, verso Pistoia,
lei immagino di là, verso Firenze...
Mi raccomando, per la foto, conto su di lei!

Ehi, ehi, aspetti un momento, signora!
Che non so nemmeno come si chiama...
questo numero che mi ha dato... 3 3 9 899 12 53...
Si direbbe che è il mio!
Lo so, e allora che l’ha salvato a fare?!
Ho capito, ha voglia di giocare...
Ma, mi dica, chi le ha dato il mio numero,
se si può sapere?...
Lei me lo ha dato. Si proprio lei, caro Claudio.
Come vedi, so anche il tuo nome,
e molto altro di te e della tua vita.
E la privacy?!
È tutto pubblico, alla luce del sole.
Basta andare, sul tuo profilo Facebook e lì, ci trovi tutto.
Perfino, che io e te, siamo amici da 5 anni,
anche se oggi è la prima volta che siamo insieme...
Lo so che sei un po’ distratto,
il tuo poetare ti porta lontano da tutto e da tutti...
Sai, ci tenevo tanto al nostro incontro.
Seguo con molta attenzione
tutto quello che pubblichi.
Più di tutto adoro le poesie.
Leggendole, leggendoti, mi fai provare emozioni,
risvegli sentimenti.
A volte mi fai piangere, lacrime dense,
altre, ridere a strippa pelle.
Non mi lasci mai indifferente.

Trovo che in te coabiti, la fragilità umana
e l’ irresistibile entusiasmo dello spirito.
Così rari da incontrare nella stessa persona.
Ora, però, devo proprio andare,
ho delle amiche a cena
e non ho preparato nulla...
Mi fermerò a prendere delle pizze.
Ah, il numero di cellulare lo trovi sul mio profilo facebook.
Quindi vai sul tuo, cerca tra gli amici, Annabella Miramare,
ci sono, solo io, non puoi sbagliare.
Grazie di esserti fatto trovare al nostro incontro
e spero di sentirti presto, anzi, prestissimo.

Lei è andata via, io sono ancora qui,
davanti alla chiesa dell’ Annunciazione, ... già l’annunciazione.
Alzo lo sguardo da quaggiù a lassù
e ringrazio tutti, per la partecipazione.
Un mai dire mai che senti arrivare da lontano
e ti rimbomba dentro.
Caro maturo, cara matura,
cari tutti, ‘anta+ anta, dagli orecchi buoni,
chi può saper, se è ancora in viaggio una lettera per noi
e magari, porta con sé, la più bella dichiarazione d’amore
mai ricevuta fino ad oggi?
Chissà, forse scritta dalla donna sconosciuta, della poltroncina rossa?
Oppure, dalla vicina della strada accanto che incontri da cinque anni
e fino a ieri, non conoscevi neppure il nome?
Insomma, la lettera scritta, destinata te, da una donna libera,
gentile, intelligente, che sa bene, quel che non vuole,
prima di quel che vorrebbe, il tutto, in armonia di tenerezza.
E anche se ormai, facciamo parte, tutti e due, per nascita,
della preistoria del secondo novecento, non ci siamo arresi.
L’essere curiosi ci ha salvati.
Così imparammo, anche se con fatica un po’ di linguaggi social,
restarne totalmente, fuori, avevamo capito
che voleva dire, morire prima del tempo.
Noi siamo quelli che, mai dire mai nella vita e alla vita.
Finché non suona la campana, vai!
E viva Dio, ora, lo so, che con te ci capiremo al volo!

Tutto può sempre succedere, perfino, che la lettera, di cui sopra,
dopo un viaggio estenuante di cinquant’anni o giù di lì, (con le Poste italiane è già successo),
ti venga consegnata TPM, (tue proprie mani),
nonostante la ragione avesse chiuso da tempo il portone alla speranza,
scordandosi, però, per fortuna socchiusa,
la piccola finestrina di servizio sul retro.
Anzi, visti i tempi tecnologici in cui viviamo,
potrebbe accadere che la lettera, ormai prossima alla consegna,
ti venga anticipata da un post sul tuo profilo Facebook,
che puoi vedere indiretta sul telefonino,
e ti annuncia (ricordi l"annunciazione...
annunciazione) più o meno così:
"Ciao Claudio Coppini, sono Annabella Miramare
e sto arrivando in treno da te. Appuntamento alla Stazione Leopolda,
tra cinquantasette minuti.
Questa volta, caro mio, si fa sul serio...
Come gli amanti di Chagall,
anche noi, si vola abbracciati sulla città.
Club Scrivere claudio coppini 05/10/2018 14:19| 357

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